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Come tutelare l'ambiente evitando di creare inutili rifiuti tecnologici

Prendo spunto dal fermento che c'è nei notiziari e sul web su Greta Thunberg e sul movimento Fridays for Future, senza fare considerazioni politiche o esprimere giudizi in proposito, per dirvi come con piccole azioni - che ho adottato - è possibile tutelare l'ambiente.

Attualmente lavoro con un computer datato 2009, "ben 10 anni fa", che rispetto all'evoluzione informatica è una età siderale.

L'anziano PC nacque equipaggiato con Windows Xp e quando giunse il tempo per cui altri l'avrebbero "rottamato", io ho pensato di installarci Linux in dual-boot, con la distribuzione leggera Lubuntu.

È ancora perfettamente attivo e funzionante per quello che serve a me.

Sono molti i PC che nel tempo abbiamo riutilizzato anche per altre mansioni, sempre impiegando software open source.

Come smartphone, ho sempre acquistato prodotti di buona qualità, che almeno a livello hardware, assicurano una vita maggiore.
E certamente non lo cambio seguendo le mode del momento, anche perché
... lo reimposti un attimo uno smartphone configurato per lavoro.

All'epoca non erano ancora nati telefoni modulari come il Fairphone che invece consentirebbe di cambiare (o upgradare) singoli componenti (batteria, fotocamera, microfono etc.), senza buttare via prodotti ancora mediamente funzionanti.

Questa tipologia di smartphone sarà il futuro per me.

Per concludere, riflettiamo un attimo. I dispositivi elettronici hanno un notevole impatto sull'ambiente. Inoltre quasi tutti, sono prodotti da aziende situate o dislocate in paesi dove hanno scarse regole e poca attenzione all'inquinamento.

Se a questo aggiungiamo anche la pratica scorretta dell'obsolescenza programmata, ci vorrà qualcosa in più di un manifestazione studentesca. Piuttosto sarà necessario un cambio di rotta a livello mondiale, difficilmente ipotizzabile da parte delle aziende - interessate ai loro profitti - o dai governi, ma condotto da noi utenti-consumatori coscienti del problema.

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